Luoghi della Battaglia

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Castello della Rancia Miniatura visto dall'alto



Palazzo Parisani-Bezzi

 Foto del Palazzo Bezzi-Parisani

Vi prese alloggio il Barone Federico Bianchi, comandante dell'esercito austriaco; nel 1797 vi fu firmato il Trattato di Tolentino tra Napoleone Bonaparte ed i rappresentanti di Papa Pio VI.

Torrione di San Catervo

Foto del Torrione di San Catervo

Durante il primo giorno della battaglia (2 maggio) fu sede del Quartier Generale degli Austriaci.

Ex-Chiesa della Cisterna

Foto della Chiesa della Cisterna

Nella lapide all'ingresso della Chiesa viene ricordato il passaggio per le armi di un italiano, Colonnello dell'Esercito Austriaco, colpevole di aver reso inoffensive le munizioni con il preciso scopo di risparmiare vite fraterne. 
L'epigrafe dettata dal Prof. Giacomo Zazzaretta:
Nel Maggio 1815
quando sembrò cadere
con la fortuna di Murat
il sogno dell'indipendenza italiana
fu passato per le armi un italiano
colonnello dell'esercito austriaco
reo di aver reso inoffensive le munizioni di un reggimento
perché vite fraterne fossero risparmiate.
Nel primo centenario dell'unità nazionale
Tolentino
ricorda il luogo dove fu sepolto da mani pietose
l'italiano ignoto
che sotto divisa austriaca
nascondeva un cuore docile alla voce della Patria
.

Ossario di Salcito

77_OSPEDALE.JPG Foto dell'Ossario di Salcito

Anche questo ossario, è sorto con lo scopo di dare adeguata sepoltura ai tanti resti umani ritrovati nei luoghi della battaglia. Ciò a dimostrazione sia dell'intensità della battaglia sia della sensibilità cristiana da sempre dimostrata dalla nostra gente. 
L'ossario di Salcito è posto non lontano dalla casa Benadduci (nella foto), che durante il secondo giorno della battaglia fu adibita ad Ospedale e Quartier Generale dell'Esercito Austriaco (da qui si può vedere l'intero campo di battaglia). 
Una lapide marmorea, con epigrafe del Prof. M. Rivosecchi ricorda il sacrificio dei caduti di quella lontana battaglia:
Tu che vai ora tra questi liberi campi - benedicendone la fertilità e la quiete - curva la fronte e chiedi pace a coloro che nel maggio 1815 - qui - primi donarono la giovinezza loro - per la grandezza di questa nostra Italia - che solo dopo un secolo di martirio e di gloria liberamente respira.

 Casone

Situate lungo la strada che collega Tolentino a Pollenza, le colline di Cantagallo sono state centro di accaniti scontri di cavalleria e fanteria e luogo dove strategicamente il Murat perse la battaglia.
Lungo questi avvallamenti, terra coltivata e bagnata, il Generale D’Aquino dette l’imperdonabile ordine di formare i “Quadrati” e permise così all’esercito nemico di avere il tempo di difendersi e riattaccare con fanteria e fuoco d’artiglieria
Il Casone, che possiamo vedere tra le colline di Cantagallo ed il Castello della Rancia, in origine abitazione patrizia, è una casa-torre con affiancato un bellissimo ed interessante porticato su due piani. L’edificio divenne nel secolo XVI la residenza estiva della famiglia Parisani ed attualmente è una abitazione privata.
Il Casone fu luogo del più aspro e cruento scontro di fanteria durante la battaglia dove si arrivò all’utilizzo della baionetta. E stato strategicamente importante perché localizzato al centro del vasto campo di battaglia.

 

Ossario del Rotondo

  

Sorge non lontano dal Castello della Rancia, nel luogo in cui furono arsi e sepolti i resti di molti soldati e dove il Principe Bandini fece piantare una serie di cipressi. 
Nella ricorrenza del primo centenario dell'unità della Patria è stata innalzata una stele sulla quale si legge la seguente epigrafe dettata dal Prof. Alessandro Zazzaretta:
Qui - tra fiume e monte - nel nome d'Italia e per le armi di Re Gioacchino - il 2-3 maggio 1815 - divampò la battaglia che il voto di Alessandro Mazoni - divinava - foriera di nuovi destini - per l'Italia rediviva - rifatta consapevole - che un nome illustre - è meno testimonianza di un passato - che severo monito per l'avvenire.
Le ossa dei caduti - disseminate per questi campi - ricordino agli italiani - che mal si aspira a grandezza - ove il sangue dei morti - non arda - come fiamma animatrice - nel cuore dei vivi
.

 Castello della Rancia

Foto del Castello della Rancia

Centro di duri e cruenti scontri tra i due eserciti, fu più volte perso e riconquistato. 
Lungo le mura e nella piana circostante hanno trovato la morte centinaia di soldati.
Molti cadaveri furono bruciati, altri gettati in una grande cisterna e vi restano ancora senza alcun ricordo. 
Il Castello, recentemente ristrutturato, è da ritenersi uno dei più bei monumenti della zona.
Le sue stanze saranno prossima sede museale. 
Durante il Convegno di Storia del Risorgimento, che si tenne a Macerata nei giorni 1, 2 e 3 settembre 1927, fu proposto di innalzare nei pressi del Castello, lungo la strada nazionale, un monumento, ma l'iniziativa per vari motivi non fu condotta a termine.

Ossario di Cantagallo

 

Per la pietà di alcuni cittadini di Pollenza furono raccolte le resta di soldati caduti durante la battaglia in un ossario sul colle di Cantagallo e successivamente nei pressi di questo tumulo fu innalzata una imponente Chiesa, dedicata a Maria Ausiliatrice.

Sulla facciata della Chiesa è possibile leggere il passo più importante del Proclama di Rimini:
Italiani l'ora è venuta che debbono compiersi gli alti destini d'Italia, la provvidenza vi chiama ad essere Nazione Indipendente.

 

Casa Sileoni

Posizionata alla sommità della collina Cantagallo, da cui il Re di Napoli diresse alcune fasi cruciali della battaglia.

 

Palazzo Torri

Vi prese alloggio il Re Gioacchino Murat e fu sede del quartier generale dell'esercito napoletano il primo giorno della battaglia.

 

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